Cookie Consent by Free Privacy Policy website

Un bambino che costruisce nel segreto il suo aquilone. Una donna con il burqa che sfida ogni convenzione per lavorare nel nuovo ospedale appena sorto nella capitale. Un calligrafo che accetta l'inaudito compito di dipingere ciò che è proibito. Un ragazzino arruolato a forza dai talebani mentre governa le sue pecore. Un'infermiera che si incammina lungo sentieri minati per prestare soccorso. E su tutti, lo spettro incombente della guerra, perché non ha conosciuto altro scenario la maggior parte della popolazione afgana. Sono lampi indimenticabili queste storie dell'Afghanistan di Emergency, l'associazione che Gino Strada ha fondato nel 1994 per offrire cure gratuite alle vittime della guerra e della povertà, e per cui ha lavorato ogni giorno sino all'ultimo, il 13 agosto del 2021, quando i talebani, ormai alle porte della città, si accingevano a riconquistare Kabul. Raccontano gli ultimi vent'anni di quella terra amata e martoriata dal punto di vista dei piccoli, spesso ad altezza di bambino. Ridisegnano ciò che gli occhi hanno assorbito in diverse missioni sul campo, e insieme l'impegno quotidiano di centinaia, migliaia di uomini e di donne. Come Gino, ognuno di loro sa bene che se l'uomo non butterà fuori dalla storia la guerra, allora sarà la guerra a buttare fuori dalla storia l'uomo. Prefazione di Cecilia Strada.


  • Esegui il per poter scrivere
  • Scrivi il primo commento per questo titolo