Volevo essere Mogol è un florilegio di situazioni, ricordi, piccoli eventi e pensieri sparsi, raccontati con il garbo di un pittore, con poche pennellate precise, vivide ed eloquenti, ma è soprattutto il posto dove tutte le parole che avevamo pensato e poi non abbiamo detto si sono date appuntamento. Una raccolta di fatti della vita in cui tutti possono riconoscere i propri, e sorriderne insieme all'Autore. Cannatà riprende il filo interrotto di quel sottile, pacato ed elegantissimo umorismo che lo unisce al suo maestro dichiarato, Achille Campanile, con una originalità e una freschezza che probabilmente anch'egli apprezzerebbe.


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