Massimo Recalcati continua il suo lavoro di analisi e di lettura della Bibbia con Il grido di Giobbe. Dopo il successo di La notte del Getsemani e Il gesto di Caino, il grande scrittore psicoanalista si concentra su una delle figure più sofferte del Cristianesimo. Perché a Giobbe capitò tutto questo dolore, fino ad aver subito la pena più grande ovvero la morte dei figli? Tutti se lo chiedono leggendo la Bibbia e allora, proprio partendo da questo interrogativo, Recalcati ha voluto provare a dare risposte, sempre offrendo un punto di vista psicoanalitico. Dio colpisce Giobbe non per punizione, perché nulla ha commesso, e neppure per vendetta, perché non aveva inferto dolore a nessuno. Nella posizione di chi è colpito ingiustamente, Giobbe vacilla, ma non cede all’odio e mantiene ferma la sua fede. Questa è una delle più belle prove d’amore verso qualcuno perché, nonostante tutto quello che ti ha fatto soffrire, continui ad avere fede in lui. Trovare un senso nel dolore di Giobbe è impossibile, ma forse il significato del suo stesso nome ovvero “Dov’è il padre?” potrebbe essere un’ancora di salvezza per chi vuole cercare di capire. Massimo Recalcati, in Il grido di Giobbe, colpisce ancora una volta raccontando una lotta tra bene e male senza precedenti.


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