1987. Il boscaiolo afroamericano Walter McMillian viene arrestato dallo sceriffo Tom Tate con l'accusa di essere Johnny D., pseudonimo affibbiato all'omicida della diciottenne caucasica Ronda Morrison, uccisa un anno prima. Nel frattempo il giovane Bryan Stevenson, ancora tirocinante in legge presso l'università di Harvard, fa visita ad un afroamericano condannato alla pena capitale per comunicargli che la data della sua sentenza di morte non verrà fissata per almeno un anno, constatando così di persona quanto la notizia lo sollevi e quanto pesante sia l'ingiustizia legata alla discriminazione razziale. 1989. Stevenson è da poco divenuto avvocato: nonostante diverse offerte di lavoro nella sua terra natale, l'uomo decide di trasferirsi nello stato dell'Alabama, dove ha intenzione di avviare uno studio legale pro bono assieme all'amica e dipendente Eva Ansley. I due si rendono ben presto conto che la popolazione locale non è ben disposta verso di loro, non vedendo di buon occhio due persone disposte a prendere le difese di chi, condannato alla pena di morte, non ha i mezzi per difendersi dalle accuse...


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