Il calendario di feste e sagre che si svolgono in Sardegna consente di prendere coscienza del sincretismo con cui, in ogni appuntamento, il profondo senso di fede del popolo si fonde con l'attaccamento alle tradizione le quali, spesso, rivelano matrici decisamente pagane. Così la dea della natura ed il suo compagno fecondatore convivono con il Salvatore, l'antico culto dell'acqua sopravvive nella Chiesa greca, i riti per i solstizi e gli equinozi vengono assorbiti dalla Chiesa cattolica con la nascita di Cristo e la sua resurrezione. Insomma, una fusione tra sacro e profano che rende affascinanti le manifestazioni di tutti i centri della Sardegna. Tuttavia, se le feste maggiori risultano più fastose per l'imponenza motivata da esigenze promozionali, decisamente più suggestive si rivelano quelle minori, poiché permettono un miglior contatto con gli autentici usi e costumi delle popolazioni. Sarebbe impossibile, anche per chi possedesse poteri paranormali, riuscire a predisporre un elenco completo e definitivo di tutte le sagre e feste di un'intera regione. Ad impedirlo, infatti, sono molti e disparati elementi, in particolare l'orientamento sempre più accentuato di riproporne molte che il tempo aveva cancellato, la perdita di interesse per altre considerate meno importanti (soprattutto quelle legate alla gastronomia), il frequente trasferimento di molte ricorrenze infrasettimanali alla domenica più vicina.


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