La parola ‘storytelling’ è ormai diventata di moda e, come tutti i termini abusati, rischia di perdere i contorni del suo significato. Eppure, lo storytelling e la narrazione in generale si stanno rivelando, proprio al di là delle mode, strumenti comunicativi di eccezionale potenza, dispositivi tanto efficaci da far temere che il loro utilizzo possa trasformarsi in una sorta di manipolazione di massa. Lo scopo di questo libro è quello di fornire al lettore una visione più possibile obiettiva del fenomeno storytelling, una visione che non rinunci a essere critica, ma che, al tempo stesso, mostri quanti e quali possano essere i campi di impiego dello storytelling nella pratica comunicativa quotidiana tanto dei comunicatori professionali (pubblicitari, pianificatori territoriali, addetti stampa, blogger, social media manager, operatori del sociale, insegnanti), quanto dei semplici cittadini, costantemente immersi in un flusso di storie difficile da governare. Liberare lo storytelling dal pregiudizio e dalle mode significa innanzitutto esplorare i fondamenti teorici che stanno alla base del raccontare: spaziando dall’antropologia alla semiotica, dalla sociologia alle neuroscienze, il volume mostra, nei primi tre capitoli, come l’attività narrativa sia connaturata all’essere umano e come la nostra organizzazione sociale si fondi anche sul racconto. Effettuata questa operazione preliminare, Raccontare propone una panoramica sulle tecniche di narrazione della realtà (non è quindi un manuale per aspiranti scrittori o creatori di fiction) e sui loro ambiti di applicazione: narrazione nelle organizzazioni, nell’informazione, nel teatro, narrazione del territorio, della politica, della malattia o dell’esperienza di vita di ciascuno. Una riflessione sul narrare e, al tempo stesso, una guida per orientarsi nel complesso mondo delle narrazioni sociali.


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