"L'Isis è appena entrato nel nostro villaggio! Ci stanno attaccando!" È il 3 agosto 2014 quando l'esercito dello Stato Islamico fa irruzione in un villaggio di yazidi al confine tra l'Iraq e la Siria. Decine di persone iniziano a sparare: l'ordine ricevuto dal califfo al-Baghdadi è di sterminare qualsiasi minoranza etnica e religiosa. Gli uomini vengono fatti prigionieri, mentre le donne sono messe in vendita come merce al mercato. Tra loro c'è la giovane Jinan: ha solo 18 anni, e quel giorno comincia per lei l'inferno della schiavitù. Con la collaborazione del reporter Thierry Oberlé, in questo libro toccante e coraggioso Jinan rivela i soprusi e la follia di aguzzini senza scrupoli, ma anche la straordinaria solidarietà che nasce tra le compagne con cui condivide quei mesi terribili, la loro capacità di aiutarsi sempre, di rimanere unite senza mai perdere la speranza. Ora che la loro avventurosa fuga le ha rese nuovamente libere, Jinan sceglie di raccontare la sua storia e di elevare - come scrive nella sua pefazione Barbara Stefanelli - "un grido di libertà e di protesta contro quell'eterno destino indicibile cricato come una pietra, da conquistatori e trafficati di guerra, sul corpo delle donne".


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