In “Donne che contano” il matematico impertinente Piergiorgio Odifreddi sfata un mito molto persistente: quello che vuole la matematica e la scienza come ambiti riservati soltanto agli uomini. Per sfatare questo mito Odifreddi ci accompagna in un viaggio che inizia molto lontano, nella seconda metà del IV secolo, quando la filosofa Ipazia, l’unica grande matematica dell’antichità, si proclamava “sposa della verità”. Durante il secolo dei lumi conosciamo invece Madame de Chatelet, compagna di Voltaire, e Sophie Germain, amica di Gauss, due scienziate molto anticonformiste per l’epoca. Un viaggio, quello del celebre matematico, che ci porta fino a tempi più recenti, in cui grandi menti come Rita Levi Montalcini e Maryam Mirzakhani, prima donna vincitrice della Medaglia Fields, hanno dimostrato che le donne nella matematica e nella scienza, al pari della loro controparte maschile, possono dare grandi contributi. “Donne che contano” di Piergiorgio Odifreddi è una lettura stimolante e progressiva, un’affascinante carrellata di ritratti che mostrano il contributo delle donne alla scienza.


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