Antonio Ballero fu principalmente pittore, artefice dell’abbandono dei linguaggi accademici in favore dell’apertura dell’ambiente artistico sardo alle correnti internazionali. Pubblicati nel 1894 in due volumi, i “romanzi brevi” Don Zua e Vergini bionde ne mettono in luce la verve di narratore, capace di evocare le effimere glorie della piccola nobiltà locale in una Sardegna che ancora faticava a trovare una sua autonoma collocazione sulla via della modernità.


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