Martino Bux è un giovane militare diciottenne quando scopre in un cinema a luci rosse che i sogni possono diventare realtà. Le donne irraggiungibili sono lì davanti ai suoi occhi, può guardarle senza essere visto, può goderne senza dover render conto a nessuno. Ma per Martino la pornografia è un'arte così come una dannazione. Piano piano le donne in carne e ossa, quelle che si potrebbero abbracciare, perdono consistenza e verità. Si innamora solo di ragazze che somigliano ad attrici hard, lavora solo in posti in cui regnano libertinaggio e sensualità esplicita, si affida a chiunque possa concedergli un attimo di felicità del corpo. Attraversa così un trentennio di storia del porno, passando per i giornaletti, le VHS con Rocco, i locali di striptease, e poi internet e i privé, fino ad arrivare a oggi. Sullo sfondo, la città di Roma e l'Italia, fatta di cialtroneria, finta opulenza, in continua oscillazione tra bigottismo e trasgressione, scambismo e voyeurismo. Nella danza del vizio, Martino si ritrova a non poter toccare, a non poter partecipare, come un bambino che guarda gli adulti giocare a pallone senza potersi buttare nella mischia.


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