Un tempo non lontano si credeva che fossero i bambini a dover trovare il modo di divertirsi, e non i grandi al posto loro. Il famoso «trovati qualcosa da fare» era la classica risposta all’altrettanto famoso «mi annoio», e guai al bambino che «di­sturbava» i grandi. Oggi, al contrario, in un numero infinito di famiglie i bambini sono diventati il sole attorno al quale orbitano i genitori, la cui unica missione nella vita sembra essere quella di offrire il massimo possibile ai propri figli, costi quel che costi. Con le migliori intenzioni, insomma, i genitori si sono trasformati in ipergenitori, il che può essere sfiancante per i figli, perché implica grandi pretese a livello scolastico e sociale, ma anche per i genitori stessi. I «nuovi» bambini hanno agende pianificate nel dettaglio dalla mattina alla sera sin da piccolissimi, sono controllati a vista dal giorno in cui sono nati, adulati a prescindere, difesi a spada tratta sempre e comunque, e stanno crescendo più paurosi e insicuri che mai. Soffrono di scarsa tolleranza alla frustrazione, bassa resilienza e minime capacità di adattamento. In poche parole: una generazione che faticherà a vedersela da sola col mondo là fuori, perché la verità è che, piaccia o no, la vita è per tutti una corsa a ostacoli. Con rigore e una punta di ironia questo libro offre una lucida analisi delle famiglie di oggi e fornisce una serie di utili soluzioni per correre ai ripari, spiegandoci come sia indispensabile farsi da parte e smettere di iperproteggere i nostri bambini. Non dobbiamo preparare la strada per i figli, ma preparare i figli per la strada. Con amore, fermezza e buonsenso. Rinunciando a essere genitori perfetti, per creare famiglie forse imperfette, ma più felici.


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