L'ergastolo è sentito da chi lo sconta come una condanna a morte, perciò l'uscita dal carcere resta un miraggio durante i lunghi anni di detenzione. Ma quando, per la decisione discrezionale di un giudice, si muovono i primi passi fuori dalle mura, ci si accorge subito che niente è come lo si era immaginato o desiderato. Anche una cosa di poco conto, una delusione, una promessa disattesa, può evocare l'ombra della morte. Ci si affaccia a un mondo che non si conosce più e da cui non si è riconosciuti. Elaborare questo passaggio diventa allora indispensabile per non perdersi. Da qui l'urgenza di raccontare le esperienze, proprie e di altri, per mettere a fuoco quel momento delicatissimo in cui il detenuto si trova rigettato nel mondo senza alcuna preparazione per ciò che lo attende. La corazza che lo aveva protetto per molti anni può allora incrinarsi. E la soglia del passaggio dal carcere all'esterno può rivelarsi un momento di dolore.


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