Allegra è convinta di sapere tutto sull’amore. Per lei non è quell’entità misteriosa capace di far passare notti insonni o giorni a guardare il mondo con lenti rosa. Per lei l’amore è solo una delle tante cose che possono succedere nella vita. Forse per questo riesce ad avere la giusta lucidità per rispondere alle lettere che le donne le scrivono sulla sua rubrica, le Storie possibili. Forse per questo riesce sempre a dare il consiglio giusto: se al primo appuntamento un uomo dice una frase piuttosto che un’altra Allegra è in grado di proporre i tre scenari che possono avverarsi, e quindi se sarà un «…e vissero felici e contenti», un «mi accontento, ma sono felice» o «una tragedia su ogni fronte». Il suo cuore è lì, al sicuro in una botte fatta del ferro più resistente al mondo. Fino a quando all’improvviso il giornale per cui lavora le affida un compito arduo. Uscire con più uomini possibili per affinare le sue capacità di cogliere le sfumature dell’animo maschile. Appuntamento dopo appuntamento, però, Allegra colleziona solo disastri e si convince sempre di più che i sentimenti non facciano per lei, fino a quando un paio di occhi non incrociano i suoi e lei si ritrova a mettere in discussione tutto, a trasformarsi in una donna che aspetta una chiamata davanti a un telefono. Perché la teoria è una cosa, la pratica tutt’altra. Ma la strada che porta all’amore vero è lunga e tortuosa e Allegra deve avere il coraggio di ammettere che nessuno sa davvero tutto su questo argomento. L’amore è imprevedibile, non ha regole. Sbaglia, devia, torna indietro, non lascia scampo. Bisogna solo lasciarsi andare e accettare che siamo fatti anche di baci, di abbracci e di carezze.


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