Nino Di Matteo e Saverio Lodato scrivono un nuovo libro verità sugli anni più insidiosi della nostra Repubblica. Il patto sporco. Il processo Stato-mafia nel racconto di un suo protagonista denuncia come molti esponenti politici abbiano cercato di giungere a patti con le organizzazioni criminali, in modo, peraltro, infruttuoso. Quello che avvenne fu invece un ulteriore spargimento di sangue, con ulteriori uccisioni ed attentati. Non ci sono altre spiegazioni: come comprendere altrimenti perché il covo di Riina non sia mai stato perquisito o come Provenzano possa essere stato latitante per ben quarantatré anni? Un accordo segreto esisteva tra forze dell’ordine e alcune forze politiche (che facevano capo a Berlusconi) per permettere alla mafia di agire indisturbata. Il patto sporco racconta queste intricate vicende e ne spiega le apparenti ragioni portate avanti dalla politica stessa, anche se mai ammesse. Gli attentati a Lima, Falcone, Borsellino, le bombe a Milano, Firenze, Roma sono solo il risultato di quegli anni tremendi dove gli uomini migliori dello stato sono stati sacrificati in nome di decisioni provenienti dall’alto, di ordini, depistaggi e silenzi. Il patto sporco è un libro difficile ma necessario, da leggere perché le colpe che ne emergono sono incredibilmente gravi e coinvolgono personaggi insospettabili della nostra scena politica.


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