La primavera sul golfo di Napoli è tempo di rinascita, dei primi bagni in mare, dei fiori che si affacciano sul mare, ma è anche tempo di morte e di confessioni. In Il purgatorio dell’angelo, il commissario Ricciardi è alle prese con un nuovo caso da risolvere: perché qualcuno, proprio in uno splendido giorno di maggio, avrebbe dovuto uccidere un uomo come padre Angelo, considerato da tutti una specie di santo, un prete e un uomo di cultura che ha fatto della comprensione delle anime dei peccatori la sua vocazione? Ricciardi deve scoprirlo facendo leva sui segreti dei suoi parrocchiani, sulle persone più vicino al padre e sapere cosa sapeva di scomodo quel comprensivo confessore. Sul golfo di Posillipo è infatti proprio tempo di confessioni anche per Ricciardi stesso che deve svelare ad Enrica, la donna di cui è da sempre innamorato, il suo passato e la sua vera natura. Nel frattempo il brigadiere Maione vorrebbe dire alla moglie quanto gli manca il figlio Luca, morto qualche anno prima, e che il suo tempo passato a dare la caccia ai criminali è speso tutto per non pensare, per dimenticare. La parola d’ordine di tutta la storia è confessione perché, proprio a causa di essa, padre Angelo è stato ucciso.


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