Era il 24 giugno 1978, l’estate era entrata nel vivo. La famiglia Locci aveva trascorso la giornata di mare a Bosa, per poi fare rientro a Macomer all’ora del tramonto. Fu in quel momento, mentre la madre Paola era salita in casa, che il piccolo Luca, sette anni appena, venne portato via dai banditi dell’Anonima. Lo presero mentre giocava con gli amichetti di fronte a casa. Immediato scattò l’allarme, ma le strade deserte per la contemporanea sfida mondiale tra Italia e Brasile favorì la fuga dei banditi. Il padre di Luca, Franco, concessionario della Fiat a Macomer e pilota automobilistico, si trovava a Macerata per una gara. Fu il secondo sequestro di un bambino in pochi mesi. La prigionia di Luca Locci durò 93 giorni, trascorsi quasi tutti all’interno di una capanna, legato e incappucciato. Il calvario del bambino si concluse il 25 settembre nelle campagne di Lula dopo il pagamento di un riscatto di 300 milioni di lire.


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