Anni lenti è un piccolo capolavoro, lo ha affermato la critica internazionale. Ferdinando Aramburu, dopo il successo di Patria, scrive un altro racconto di legami familiari, intrecciato con la storia che procede inesorabile e miete vittime dietro di sé. Siamo nella Spagna degli anni Sessanta, in quel periodo cupo e forte in cui il terrorismo basco avanzava, cominciando a muovere pericolosamente le prime pedine. Txiki ha solo otto anni quando la mamma lo manda a vivere dagli zii a San Sebastian perché non riesce più a mantenerlo. Nella città sul mare le idee indipendentiste stanno conquistando terreno e Julen, il cugino taciturno che pian piano si affeziona a Txiki, le appoggia e cerca di inculcarle al bambino. Le dinamiche famigliari, in una Spagna che si sposta velocemente di corrente politica in corrente politica, sono raccontate da Aramburu con lo sguardo di che le vive da dentro, di chi sembra inserito in quelle dinamiche, in quella sorta di amore e rancore racchiusi in ogni nucleo. Julen, intanto, viene spinto ad arruolarsi nell’ETA, una scelta drammaticamente forte che con il tempo pagherà sulla sua pelle. Anni lenti è un capolavoro della letteratura che racconta l’infanzia e lo fa con la compassione che molto prima ebbe Dickens.


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