Protagonista del racconto è Bauschan, il cane della famiglia Mann. Bauschan era un cane di razza incerta acquistato da un'albelgatrice di Tölz, una località delle Alpi Bavaresi dove i Mann trascorrevano le vacanze, per sostituire Percy, un collie di razza pura morto prematuramente. Di evidenti origini contadine, inizialmente Bauschan si trovò a disagio presso una famiglia borghese e, pochi giorni dopo il suo arrivo, fuggì di casa per ritornare nella fattoria dove era nato. Ripreso e riconsegnato ai nuovi padroni, col tempo il cane si adattò a vivere nella casa dei Mann, un'abitazione sulle rive dell'Isar, una zona che all'epoca poteva servire perfino da riserva di caccia. Lo scrittore prende l'abitudine di passeggiare con il suo cane in una zona ancora relativamente selvaggia e, nel corso delle loro passeggiate, a contatto con la natura, fra il cane e il padrone si stabilisce un rapporto di mutua intesa. Il cane impara a capire le intenzioni dello scrittore - per esempio, comprende quando il padrone deve sbrigare faccende di lavoro, quelle che gli impongono di scegliere la via di sinistra, verso la città, e non quella di destra, verso il regno delle loro evasioni. Col tempo, mentre il cane sembra umanizzarsi, lo scrittore, che ha osservato con attenzione il comportamento del cane, ne interpreta le inclinazioni e le insofferenze. Nessuno dei due tradisce la propria natura: ma ciò che si stabilisce fra lo scrittore e il cane è «una comunione di pari dignità».


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