Dopo una vita passata a lavorare in giro per il mondo, a cinquantacinque anni Rosie Barry decide di tornare a Dublino, per prendersi cura della zia Min, depressa e sulla via dell'alcolismo. All'inizio la convivenza tra loro non è facile; Rosie si sente estranea alla donna che le ha fatto da madre, si rende conto di come le loro vite si siano sempre sfiorate senza toccarsi. Per entrambe, a segnare la svolta è un viaggio a New York. Rosie decide di raggiungere Markey, suo amico d'infanzia, che la introdurrà nel mondo editoriale: il suo progetto è quello di scrivere un libro di autoaiuto che raccolga pensieri "sulla metà del cammino". Ma, a sorpresa, zia Min lascia la casa di riposo in cui era temporaneamente ricoverata e raggiunge Rosie. L'America per lei sarà una vera scoperta, l'inizio di una rinascita: a sessantanove anni trova lavoro in un ristorante e va a vivere in una roulotte con la nuova amica Luz. Di ritorno in Irlanda, intanto, Rosie ha il tempo di meditare sul suo passato, sulle relazioni che ha avuto, sui cambiamenti del corpo e sui nuovi bisogni di questa seconda metà della sua vita. A distanza, le due donne si riavvicinano grazie alle lunghe telefonate del sabato sera. Al contrario di Min, Rosie scopre la necessità di mettere radici nella terra della sua infanzia e di riunire i suoi affetti. E scopre che, fra i pensieri sulla metà del cammino, il più importante, la vera salvezza, è l'amore dato e ricevuto, che "si manifesta in un'infinità di forme e di disegni".


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