Nicolai Lilin, dopo il successo internazionale di Educazione siberiana, torna dai suoi lettori con una storia forte e importante: Il marchio ribelle. Nella periferia dell’ex Urss si lotta per conquistare spazi di potere, tra piccole e grandi bande criminali. Ogni clan viene identificato da un tatuaggio che segna l’appartenenza e l’identità, un codice di violenza che solo chi ne fa parte può capire. Vista dall’esterno questa realtà può essere spiazzante e allucinante, ma poi bisogna fare i conti con la verità che conduce il lettore ad una criminalità sempre più estrema, a lande comandate da zingari e comunità siberiane fuorilegge. In mezzo a loro si fanno largo l’esercito dei Fratellini, un gruppo paramilitare, le Teste d’Acciaio, chiamati anche nazisti, Lyuberi, nemici dell’Occidente e autori di raid anticonsumistici, e gli Anarchici, dei punk tossici. Lilin ci racconta la complessa psiche di questi gruppi e la narra appunto attraverso i loro numerosi tatuaggi che sono anche piccole confessioni di delitti e crimini e l’ammissione di avere anche loro, sordidi criminali, delle terribili paure. Forse uno di loro, con quel marchio, riscoprirà la vita e riuscirà a ribellarsi alle rigide dinamiche del clan di appartenenza. Il marchio ribelle è una storia che gela il sangue e che fa innamorare il lettore che si immerge nella mente criminale e ne esce stranamente rafforzato.


  • Esegui il per poter scrivere
  • Scrivi il primo commento per questo titolo