E' lecito pensare che la nostra esistenza sia decisa da pochi: dall'iniziativa o dall'arbitrio di pochi che col potere o la lotta al potere cambiano il corso delle cose e il destino dei più. Ma allora come sono quei pochi? Più intelligenti di noi, più forti di noi, più illuminati di noi? Oppure identici a noi? Ecco la domanda che si pone l'autrice. E la risposta ce la fornisce attraverso ventisette interviste. Da Kissinger a Willy Brandt, da Golda Meir a Indira Gandhi, dall'imperatore d'Etiopia allo scià di Persia, dal generale Giap al palestinese Arafat, da William Colby ad Alvaro Cunhal, da Andreotti a Carrillo. E' un libro che ci costringe a meditare con rabbia. E' una condanna spietata del potere, un invito alla disubbidienza, un inno alla libertà.


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