'O Evangelho segundo Jesus Cristo' (1991) è sicuramente uno dei libri piú belli - e sofferti - di Saramago. Come pure è quello che piú di tutti ha scatenato critiche feroci da parte del clero ortodosso sia portoghese sia italiano che ha definito blasfemo e sacrilego il romanzo. Un Vangelo, invece, terribilmente umano, e che permette al lettore di sentirsi 'spiritualmente' vicino alla figura del Cristo, di un Gesú riportato a dimensione umana, 'pover'uomo' come tanti altri 'poveri uomini' di questo mondo, peccatori e non. Prima, neonato come tutti gli altri, poi in perenne lotta tra questo mondo, quello degli uomini e delle donne, dell'amore e del dolore terreni, e il mondo soprannaturale - quello del Padre -, che non riesce a capire, i cui fini, e confini, sono a lui, come a tutti gli uomini, ignoti e imperscrutabili. Fino alla morte, non desiderata e non voluta, lui stesso ignara vittima sacrificata a una divinità indifferente, ingannato.



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