Kamila ha solo undici anni quando, con l'inganno, la sua famiglia la promette in sposa al cognato rimasto vedovo, di diciotto anni più vecchio. Sogna ancora di poter andare a scuola come gli altri bambini, anziché lavorare e occuparsi delle più umili faccende domestiche. Sogna il grande amore, come le protagoniste dei film romantici che vede di nascosto nei cinema di Beirut. E lo incontra davvero, l'unico amore della sua vita: Muhammad, un giovane colto e premuroso, che sembra proprio l'eroe di un film, le recita poesie e apprezza la sua curiosità e la sua esuberanza. Tuttavia, compiuti quattordici anni, il destino di Kamila si compie. Per quanto gridi e si dimeni, si strappi il vestito bianco e si cosparga il viso di fuliggine, non può sottrarsi a quel matrimonio da tempo combinato. Ma con la stessa ostinazione con cui si è sempre ribellata a chi la considerava una bestia da soma solo perché nata povera, ora non si piega alle tradizioni che la vogliono completamente sottomessa perché nata donna [...]



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  • Il libro è scritto bene, scorrevole nella lettura e ti invoglia ad arrivare fino alla fine. Personalmente la storia del libro è piaciuta, raccontata dalla giornalista Hanan figlia della protagonista che all’età di 13 anni viene venduta dal padre e data in sposa nonostante lei fosse già innamorata di un’altro uomo. Una storia realmente accaduta e l’autrice raccontata molto bene in tutti suoi particolari evidenziando la cultura e la società libanese