Otranto, con un destino sin dalle origini di "città murata", ha alternato nei secoli fasi di eroica difesa, con mura impermeabili, a fasi di scambi e contatti, durante le quali, quelle stesse strutture risultavano valicabili alle innovazioni che giungevano nel suo porto. L'opera ha "la capacità di suscitare un forte ed immediato desiderio di recarsi ad Otranto, per vedere di persona e "capire" le mura, le torri, il castello, con la sua cappella ed i suoi sotterranei, non più elementi isolati o confusamente percepiti, ma finalmente resi chiari, leggibili, "tradotti" con chiarezza in un complesso storico e architettonico non solo imponente e affascinante, ma soprattutto unitario, lineare e comprensibile" (dalla prefazione di C. M. Amici).


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