"Argia" - la Variopinta - è nella Sardegna tradizionale il nome di un essere mitico - ragno o formica - la cui puntura velenosa minaccia la vita del contadino e del pastore. Gli effetti di questa punta sono dolorosi e strani e richiedono una terapia di musiche e di balli in cui interventono tutti gli abitanti del villaggio. Canti d'amore e lamenti funebri, risa e oscenità rituali, travestimenti più o meno carnevaleschi entrano in scena in un rituale che è un vero e proprio teatro collettivo. Dove, allora, finisce la cura e comincia la festa? Con questa domanda rivolta ai riti sardi - iscritti nel quadro dei vari tarantismi mediterranei - Clara Gallini ripropone nel presente volume, che contemporaneamente esce nella traduzione francese per l'editore Verdier di Parigi, una minuziosa ricerca condotta gli inizi degli anni '60, invitandoci a ripensare alle nostre proprie categorie di malattia, festa e guarigione.