Mariapia Veladiano, dopo più di vent'anni nella scuola, prima come insegnante e poi come preside, la conosce bene, la scuola. Conosce i ragazzi, l'energia che corre tra i banchi, le adolescenze fatte di paura e desiderio, il futuro che promette, e insieme minaccia. E conosce bene i professori, il loro lavorare in condizioni sempre più difficili, il fare i conti con una professione che ha perso prestigio e riconoscimento, il sopperire all'impietosità dei tagli ministeriali con le risorse (non solo di spirito) personali. Conosce le parole della scuola - paura, entusiasmo, vergogna, condivisione, integrazione, esclusione, empatia, identità, equità - e il suono che fanno tra i banchi, dove la vita è più urgente che altrove, dove la vita stessa sta più che altrove. Perché in aula si imparano le parole giuste per capire se stessi, gli altri, il mondo. E la vita.


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