Più che un romanzo storico "L’opera al nero" è un romanzo filosofico: il passaggio tra il Medioevo e il Rinascimento è in un certo senso una scusa per l’autrice per analizzare diverse forme di pensiero in contrapposizione che ancora oggi trovano basi estremamente attuali, a controprova di come la lettura della storia possa essere un approfondimento della realtà contemporanea.Zenone, filosofo, medico, alchimista è un personaggio inventato e dichiaratamente composito, creato assemblando vite e caratteristiche di più persone reali (Tommaso Campanella, Paracelso, Erasmo da Rotterdam solo per citarne alcuni). É il prototipo dell’uomo Moderno, disposto a mettersi eternamente in discussione, che sa che forse le sue opinioni di oggi domani saranno superate.Il fine è la conoscenza, non la salvezza dell’anima.Quell’amore per la scienza che porta all’estremo fino a vedere il corpo da sezionare dell’amico morto come “un bell’esemplare della macchina umana” scevro da ogni sentimento e a osservare con occhio distaccato il suo stesso suicidio, ammirato dal movimento del sangue e dei polmoni, dei sensi che piano piano si spengono in successione.Il linguaggio merita una considerazione. La lingua è sontuosa, con costruzioni complesse, parole scelte e ragionate, con immagini poetiche di grande impatto.È una lingua che ben si adatta al tempo e al luogo ma che è anche parecchio complessa e complicata.


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