Il quarto e ultimo romanzo, Passavamo sulla terra leggeri, è la storia di un’epopea grandiosa sospesa tra verità e sogno: quella della civiltà sarda; essa viene raccontata dall’anziano narratore Antonio Setzu a un bambino di otto anni perché ne divenga custode (custode del tempo) e, a sua volta, in punto di morte, la trasmetta a un altro. La memoria, dunque, di un’epopea mitica che attraversa i millenni e che inizia coi leggendari abitatori dell’isola, fino alla caduta, con la battaglia di Sanluri, nel 1409, del giudicato di Arborea (regno a tutti gli effetti) per mano aragonese. Delimitazione cronologica per nulla casuale, che trova spiegazione al termine del libro: Noi custodi del tempo, dal giorno della perdita della libertà sulla nostra terra, abbiamo preferito finire la storia a questo punto.



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