Nato da "una crisi passionale", Fuochi "è un monologo personale... esteriorizzato, disincarnato". I personaggi evocati, da Fedra ad Achille e Patroclo, appartengono tutti, tranne Maria Maddalena, all'antica Grecia, riportata però in tempi moderni. Scritto nel 1935, Fuochi trova la sua cifra poetica attraverso il mito inteso come ricerca dell'assoluto e ha le sue linee di forza nell'analisi dell'amore totale, del rischio che esso esprime per sé e per l'altro, dell'idolatria dell'amato, della compresenza di passioni quali la giustizia e la conoscenza.