In occasione della festa di Yom Kippur, Alain Elkann riflette sulla complessa eredità dell'ebraismo e il suo rapporto contrastato con la religione, ricordando la fede incrollabile dei genitori e il proprio passaggio a una spiritualità aconfessionale e panteistica. Da riflessione sul proprio "essere ebreo", l'autore giunge a una più ampia riflessione sull'ebraismo dei giorni nostri, sulla situazione di Israele e il rapporto tra l'ebraismo e le altre religioni, sull'antisemitismo e il razzismo, rievocando i propri incontri con figure come Elie Wiesel e Hassan bin Talal.


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