Può anche darsi che qualcuno non ricordi il I suo nome, ma tutti conoscono le sue "creature"; il museo di Bilbao, sinuoso animale di specchi che ha cambiato il volto della città basca, la Walt Disney Concert Hall, la Dancing House, la casa più sexy del mondo. Racconta Pollack:"Quando Gehry mi disse:'Vorrei fossi tu a dirigere questo lavoro, gli risposi che non avevo mai fatto un documentario e non sapevo nulla di architettura. Lui replicò: 'Proprio per questo. lo voglio raccontarmi come uomo, pittore mancato, dirti cosa ha significato per me studiare le linee della cattedrale di Chartres e Alvar Aalto; ridisegnare a quarantanove anni la mia casa di Santa Monica, facendo buchi nei muri per cercare la mia regola fonda- mentale: la rifrazione della luce sugli edifici". Nel documentario -presentato al Sundance e venduto in tutto il mondo -Gehry è spiritoso e vulnerabile nelle confessioni sul divorzio, sul secondo matrimonio, la passione per l'hockey, i ricordi da studente di ceramica, poi di architettura alla Southern University e all'Ucla. Sullo schermo, anche l'analista di Gehry, Milton Wexler (novantasette lucidissimi anni) e gli amici: l'attore-pittore- fotografo Dennis Hopper (a Venice vive in una casa disegnata da Gehry), il pittore Julian Schnabel, i boss del cinema Michael Eisner e Mike Ovitz, gli artisti californiani Ed Ruscha e ChuckArnoldi. Qualcuno ha scritto: "Gehry è un grande poeta umanista, un pittore che anima i movimenti dell'abitare, del vivere. Un artista capace di cambiare il mondo e le sue aggregazioni sociali con il suo lavoro e i suoi sogni".


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