Apparsi tra il 1929 e il 1932, i tre saggi di Herbert Marcuse raccolti in questo volume appartengono a quella fase dello sviluppo del loro autore particolarmente aperta ai tipici motivi della cultura filosofica e sociologica della Germania di Weimar, alla vigilia della presa del potere da parte del nazismo. Singolare documento della produzione marcusiana di quegli anni, essi obbediscono in pari tempo a necessità teoriche e pratiche: l'affermazione del ruolo specifico della filosofia con la ricerca della sua «concretezza» esistenziale; la riattivazione teoretica del marxismo nella sua specifica valenza rivoluzionaria. L'introduzione di Gian Enrico Rusconi rintraccia le ascendenze del tentativo marcusiano, inquadrandolo nel dibattito filosofico del tempo, e mette in luce l'attualità della sua problematica.


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