'Autocontrollo? Mancanza di sensibilita. No, certamente la ragione era piu semplice - la differenza d'eta. Lui era un cinquantino e Mime un trentino. Augello era gia pronto per il 2000 mentre lui non lo sarebbe mai stato. Tutto qua. Augello sapeva che stava naturalmente trasendo in un'epoca di delitti spietati, fatti da anonimi, che avevano un sito, un indirizzo su Internet o quello che sarebbe stato, e mai una faccia, un paro d'occhi, un'espressione. No, troppo vecchio orama'. Sta invecchiando il commissario Montalbano? No, non c questo. É l'amarezza per un caso dai retroscena sconcertanti e orrendi. É il saluto del nuovo secolo a questo Maigret siculo, piu colto, piu teso e irregolare (piu 'nirbuso e squieto' direbbe Camilleri, nella sua lingua giocosamente protesa alla ricerca della musica piu antica dell'italiano). Egli indaga tra l'immaginaria Vigata e Tindari, il promontorio a picco sul mare 'col piccolo, misterioso teatro greco e la spiaggia a forma di una mano con le dita rosa'. Un triplice omicidio c avvenuto - un giovane dongiovanni che viveva al di sopra dei suoi mezzi apparenti, due anziani pensionati seppelliti in casa che improvvisamente decidono una gita a Tindari. Li collega, sembra, solo un condominio. Ma Montalbano ha una maledizione, sa leggere i segni che provengono dall'antichissimo che vive nel modernissimo continente Sicilia - lo aiutano un vecchio ulivo contorto, la sua squadra, la svedese Ingrid, un libro di Conrad, e un Innominato senza pentimento. 'La gita a Tindari', assai piu di un semplice giallo (come sempre con Camilleri), ha la felicita e la facilita della commedia. Come se il processo ideativo e fantastico iniziasse - cose credeva Aristotele - dall'occhio, dalla vista. Si apre una quinta e spunta un personaggio con una scansione perfetta dei tempi, e ciascuno ha un carattere che lo fa uscire, vivido e completo, dal fondale - e non solo i personaggi principali, ma anche la vicina che compare una volta sola, i vecchietti della gita, i picciotti di guardia al boss, gli avventori del ristorante. E al di la del fascino della lingua, della consonanza con l'universo metaforico siciliano, della suggestione dell'intreccio, ogni pagina offre un momento di divertimento letterario.



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