In ogni donna si nasconde una forza potentissima, selvaggia, formata da istinti, creatività passionale e un sapere ancestrale. Purtroppo secoli di cultura e civiltà hanno soffocato la donna, talvolta annullata, cercando pervicacemente di soffocarne gli slanci più pericolosi e incanalandola in uno stereotipo piuttosto rigido di sottomissione. Così si è perduto un tesoro inestimabile, si è eliminato quanto di più vitale esista nell'animo femminile. Di conseguenza la "donna selvaggia" - paragonabile alla lupa, ferina e al contempo materna - diviene iperaddomesticata, timorosa, priva di iniziative. Pinkola Estés mostra come sia possibile - e necessario - recuperare l'istintualità e la capacità visionaria perdute nel corso del tempo. Attraverso un lavoro di ricerca ventennale ha raccolto un'ingente mole di materiale attinto dal patrimonio delle fiabe, dei miti, dei racconti popolari e su tale base ha costruito un'interessante interpretazione psicoanalitica ed una serie di archetipi di tipologie femminili.


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