La Bibbia perduta di Igor Bergler è un’indagine archeologica e storica nella quale la fantasia si intreccia con la realtà. Siamo in Transilvania, ai giorni nostri, e un professore di storia dell’Università di Princeton che vuole sfatare il mito del conte Dracula si trova nella città natale di Vlad III l’Impalatore per partecipare ad una conferenza sull’argomento. Proprio mentre si trova sul palco a parlare, Charles Baker viene interrotto dalla polizia poiché sono stati ritrovati, sulle scale della cattedrale cittadina tre corpi uccisi brutalmente. Per loro il messaggio dell’assassino è chiaramente rivolto al professore che viene quindi messo in guardia contro i pericoli che può correre nella Transilvania di Dracula. Baker non crede di essere in pericolo di vita, ma prima che riesca ad investigare, accompagnato dall’affascinante agente Christa Wolf, si rende conto che esiste una cospirazione che ha avuto origine più di cinquecento anni prima e che si snoda in tutto il mondo. La verità, secondo Baker, è nascosta in un’antica Bibbia e quella può essere l’unica arma possibile contro un progetto che iniziò lo stesso Vlad l’Impalatore, detto conte Dracula, cinquecento anni prima. La Bibbia di Gutenberg, ovvero Bibbia B42, deve essere ritrovata a tutti i costi e Charles e Christa dovranno fronteggiare un universo di superstizioni e violenza per arrivare alla verità.


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