Il “romanzo dell’artista” nella letteratura tedesca è la prima opera di Marcuse, presentata come dissertazione di laurea all'Università di Friburgo nel 1922, e pubblicata solo nel 1978 nel testo originale. L’autore vi dimostra una singolare maturità di concezioni filosofiche, ampiezza di orizzonti storico-culturali e sicurezza nell'impiego dei mezzi critici e filologici dell’ermeneutica dei testi. L’opera traccia la storia di un genere letterario (il romanzo, o la novella, che hanno per protagonisti la figura di un artista o di un poeta o di una personalità artisticamente dotata) che ha svolto un ruolo di primo piano nella letteratura tedesca e di cui non mancano gli esempi anche in quella di altri paesi. Essa si raccomanda al lettore italiano per un duplice ordine di motivi. Anzitutto, per il suo interesse intrinseco, e cioè per l’argomento che affronta e per l’impianto metodologico della trattazione, che consente di porla al fianco della Teoria del romanzo di Lukacs o della Teoria del dramma moderno di Szondi, come esempi di storiografia filosofico-letteraria ispirata alla grande lezione dell’estetica hegeliana. In secondo luogo, perché rappresenta la prima tappa della formazione intellettuale e filosofica del giovane Marcuse, in cui sono anticipati molti motivi della sua opera successiva, e getta così nuova luce sulle tendenze di fondo e sulla dinamica interna del pensiero di uno dei filosofi più rappresentativi e più influenti della nostra epoca.