Liolà e Così è (se vi pare) sono due fra i testi più famosi di Luigi Pirandello, scritti a cavallo fra il 1916 e il 1917, a sei mesi di distanza l'uno dall'altro. Liolà chiude la prima grande stagione pirandelliana, quella che si esprime in dialetto, legata alla realtà siciliana, nata in appoggio al repertorio dell'attore Angelo Musco. Il secondo apre invece la lunga stagione della drammaturgia "borghese", incentrata sullo spazio del salotto, tesa a scandagliare le contraddizioni del ceto sociale egemone. Pirandello fu sempre cosciente del fatto che Liolà, scritto originariamente in agrigentino, non poteva che restare un testo in dialetto. Nel 1917 si limitò a farlo uscire con una traduzione italiana a fronte, assai letterale, nell'intento di conservare un minimo del sapore originario. Soltanto nel 1928 si decise a pubblicarlo in un'edizione unicamente italiana. Ne venne fuori un testo, che qui si legge, assai lontano dalla primitiva stesura in dialetto; impreziosito linguisticamente, letterario.


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