• Imperatore, Pino
    Ambientato a Napoli, nel quartiere Mergellina, dove avviene un omicidio. La descrizione della città nella narrazione è ben fatta che viene voglia di visitarla per ritrovare la mitica trattoria Parthenope e il cane Zorro che ,aimè non esistono. Un giallo ironico, divertente, non cruento, con alcune frasi napoletane nei dialoghi e ricette culinarie. lo consiglio vivamente!
  • Gaarder, Jostein
    Un'idea intrigante, far percorrere a ritroso il tempo a una bambina. Dagli affollati, rumorosi, dispendiosi centri commerciali, alla pace di una corsa lunga chilometri, dalla Norvegia fino alla Terrasanta. Dal Natale del consumismo alla stalla che accoglierà il bambino. E questa storia, il protagonista del libro, la leggerà in un calendario dell'avvento che nasconde segreti e forse è anche un po' magico. Intrigante l'idea, non sempre, però, il libro riesce a tenere desta l'attenzione dei lettori adulti che forse hanno perso l''innocenza necessaria per ascoltare una storia che ha dell'incredibile. E, in fondo, non ci credono.
  • Calvino, Italo
    Quali siano i confini esatti delle città descritte da Marco al Kublai Khan non lo si saprà mai. Perché sono città che esistono solo nella mente di chi le descrive. Ma esistono anche nella memoria di chi legge questo libro estremamente intrigante. Sono città esistenti o la stessa che si divide, formandono innumerevoli altre? Una città è ciò che appare o ciò che diventa quando la percorriamo? Quando risponde a un nostro bisogno, quando la ricordiamo con nostalgia, quando - dopo anni - la ritroviamo? E sono città reali o semplici pensieri che nascondono sentimenti? Una sola lettura per questo libro non basta. Ad ogni nuovo approccio, diverse sono le interpretazioni, tanto che andrebbe ripreso ciclicamente. Come una delle città descritte, in questo libro ci si specchia, ci si perde, si guarda da sotto in su e si perde la ragione. Incredibile, inafferrabile.
  • Lagerlöf, Selma
    Selma riesce a descrivere con efficacia e apparente semplicità, storie che trascinano in un altrove fatto di distanza temporale e geografica. I racconti partono descrivendo la natività in una maniera del tutto nuova e poco "ortodossa". Un padre normale, un bambino ancora più normale nella sua umanità. E di storia in storia percorriamo la vita di Gesù attraverso racconti che lo descrivono da punti di vista alternativi. I timori che i genitori condividono con altri genitori, nel vedere un figlio crescere e farsi consapevole del mondo, delle sue storture, delle scelte che il bene comporta. In tutte le storie ne esce un Cristo umano, che umanamente viene osservato. L'ultima storia ci trasporta in ciò che la cattiva interpretazione - o forse l'uso strumentale che se ne è fatto - del cristianesimo, ha talvolta creato. L'assalto a Gerusalemme dei Crociati, ancora una volta mescolando umano e divino, ci riporta a una dimensione più terrena, di pentimento, comprensione, scelta del Bene.
  • Carta, Luciano
    Credo che il miglior giudizio sia quello espresso dal prof. Brigaglia in una comunicazione privata che scrive: “Ho sempre sostenuto che ogni Comune della Sardegna dovrebbe avere un libro come questo, magari da far studiare ai ragazzi delle scuole locali”.